Ogni impianto di riscaldamento ha un libretto di impianto: la carta d'identità della tua caldaia. È obbligatorio (DPR 74/2013) e nel 2026 lo è ancora. Vediamo come funziona.

Cos'è e cosa contiene

Il libretto raccoglie i dati tecnici dell'impianto (generatore, potenza, combustibile) e lo storico di manutenzioni e controlli. È unico per l'impianto — copre caldaia, pompa di calore e climatizzazione — e segue l'immobile, non la persona. Oggi è quasi ovunque digitale: i dati vengono caricati nel catasto regionale degli impianti termici (ogni Regione ha la sua piattaforma — CURIT in Lombardia, CRITER in Emilia-Romagna, SIERT in Toscana, CIRCE in Veneto…), che assegna un codice da riportare sul libretto.

Chi lo compila

La prima compilazione spetta all'installatore; l'aggiornamento al manutentore, a ogni intervento. La conservazione e l'obbligo di far fare i controlli sono invece del responsabile dell'impianto: il proprietario, l'occupante, o l'amministratore per il condominio.

Manutenzione e controllo dei fumi: due cose diverse

È l'equivoco più comune:

  • La manutenzione (pulizia, verifiche) segue la frequenza indicata dal libretto del costruttore — di solito annuale, ma non è una scadenza fissata dalla legge.
  • Il controllo di efficienza energetica (l'analisi dei fumi), che si chiude con il rapporto di controllo (RCEE), ha invece una periodicità stabilita per legge: per la tipica caldaia a gas domestica (10–100 kW) è ogni 4 anni; per gasolio o biomassa è più frequente (ogni 2 anni).

Al termine del controllo, il tecnico trasmette il rapporto al catasto regionale versando il cosiddetto "bollino" (ormai virtuale). Nome e costo cambiano molto da Regione a Regione (da gratuito ad alcune decine di euro): di solito il manutentore lo anticipa e te lo riaddebita.

Periodicità e bollino variano per Regione (alcune usano soglie diverse, es. 35 kW): verifica sempre le regole della tua.

E le caldaie a gas? Facciamo chiarezza

Con la direttiva europea "case green" gira molta confusione. I fatti al 2026:

  • Stop agli incentivi, non alla caldaia: dal 2025 le caldaie solo a combustibili fossili non danno più diritto a ecobonus o bonus ristrutturazione. Ma puoi ancora comprarle, installarle e usarle.
  • Se devi sostituire il generatore e vuoi l'incentivo, guarda a pompe di calore, sistemi ibridi o biomassa (detraibili, e finanziabili con il Conto Termico 3.0).
  • Il "divieto dal 2040" di cui si legge è un obiettivo di lungo periodo, non una legge già in vigore.

Le sanzioni (senza allarmismi)

Non esiste una multa specifica "per il libretto mancante". Chi non fa la manutenzione o il controllo previsto rischia una sanzione da 500 a 3.000 € (norma statale; alcune Regioni hanno importi propri, spesso più bassi). Il senso è semplice: tieni l'impianto in regola e i documenti aggiornati.

Dodex ti ricorda le scadenze

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